Le abitudini viziate in età pediatrica dannose per i denti

Pollice in bocca, uso del biberon oltre i 4 anni, deglutizione atipica e respirazione tramite la bocca: sono queste le abitudini viziate più frequenti in età pediatrica per i denti.

Questi “brutti vizi”, apparentemente innocui, se protratti nel tempo, possono influenzare negativamente lo sviluppo di muscoli e ossa del viso favorendo l’instaurarsi di una malocclusione (chiusura errata dei denti).

Ecco perché mai come in questo caso il detto “prevenire è meglio che curare” appare così importante per la salute del bambino.

Se l’abitudine viziata viene interrotta tra i 6 e i 10 anni, prima dell’eruzione dei denti permanenti, ci sono buone probabilità che le alterazioni vadano incontro a risoluzione spontanea. In caso contrario, sarà necessario utilizzare un apparecchio ortodontico per ripristinare le condizioni ideali e si dovrà inoltre educare il bambino ad abbandonare le cattive abitudini per evitare che la malocclusione si ripresenti.

Alla luce di questi fatti è fondamentale che il genitore, il pediatra o il medico di base  individuino precocemente la presenza di eventuali abitudini viziate – pur considerando che queste sono normali nel bambino nei primi anni di vita – e le segnalino all’odontoiatra affinche? possa intervenire al momento opportuno.

È quindi altamente raccomandabile una visita di controllo odontoiatrica intorno ai 5/6 anni.

Di seguito analizzerò meglio le abitudini viziate mettendo in evidenza i rischi e i possibili stratagemmi per indurre i bambini ad abbandonare tali abitudini.

 

 

 

Suzione del dito o del ciuccio

L’abitudine viziata più comune è la “suzione del dito” (o del ciuccio) che, quando presente, di solito si protrae fino  ai 3–4 anni di età, periodo entro il quale normalmente si interrompe nel bambino il desiderio di suzione collegato alla nutrizione. Il persistere di questa abitudine oltre tale termine può facilmente portare all’instaurarsi del “morso incrociato”: il posizionamento del dito sul palato porta infatti alla modificazione della posizione fisiologica della lingua e al suo abbassamento; gli incisivi inferiori si spostano verso la lingua, mentre quelli superiori si inclinano verso l’esterno; l’arcata superiore si contrae e dà origine ad una occlusione dentale in cui, quando il bambino chiude la bocca, i denti dell’arcata superiore chiudono all’interno di quelli dell’arcata inferiore.

Come indurre il bambino a smettere di succhiare? Ci sono alcuni trucchi:

  • somministrare rinforzi positivi (il bambino riceve un premio quando non succhia);
  • ridurre la gradevolezza derivante dalla suzione e renderla un’esperienza negativa (tintura amara sul dito, guantino di lana sulla mano…);
  • applicare dispositivi ortodontici in grado di impedire meccanicamente il succhiamento (griglia palatina fissata su una placca rimovibile o, nei casi di più difficile risoluzione, griglia palatina fissa, su arco palatino saldato a bande ortodontiche cementate ai molari).

Nella risoluzione del problema, non bisogna sottovalutare l’aspetto psicologico del bambino, in quanto il persistere di alcune abitudini tipiche della prima infanzia puo? nascondere problematiche legate allo sviluppo emotivo. L’approccio con il bambino deve essere, da parte dei genitori, del pediatra e dell’odontoiatra, estremamente sereno; un’attenta valutazione del bambino sotto il profilo psicologico e odontoiatrico permette di individuare il momento e il modo idonei a sospendere il comportamento nel modo meno traumatico possibile.

Deglutizione atipica

Il modo in cui deglutiamo cambia nel corso della nostra vita: quando la deglutizione infantile si mantiene e non evolve naturalmente verso quella adulta si parla di “deglutizione atipica”. Il neonato, durante l’allattamento, per deglutire posiziona la lingua tra le arcate dentarie prive di denti, mentre dopo l’eruzione dentaria il corretto posizionamento della lingua è sul palato dietro agli incisivi. Nei bambini con deglutizione atipica, la lingua continua ad essere posizionata tra le arcate, nonostante la presenza dei denti in arcata.

La causa dell’instaurarsi di questa abitudine e? multifattoriale, cioè dipende da diverse condizioni, quali l’allattamento prolungato, il succhiamento del dito o del succhiotto, la respirazione orale, il frenulo linguale corto ecc. Il mancato trattamento di questa abitudine può comportare un’alterazione dell’eruzione dentale, lo spostamento dei denti permanenti appena comparsi, problemi di masticazione, difetti di pronuncia e alterazioni estetiche.

Per correggere la deglutizione atipica il primo passo è quello di capire la causa dell’errato posizionamento della lingua. Eliminate le cause la cui permanenza  sarebbe di ostacolo al successo del trattamento, la correzione spesso avviene tramite la terapia miofunzionale: un insieme di esercizi mirati alla correzione della postura della lingua e che permette l’automatizzazione del corretto modello di deglutizione.

In alcuni casi si ricorre anche all’utilizzo di apparecchiature ortodontiche fisse o rimovibili che mantengono la lingua in posizione entro le arcate dentali.

Respirazione orale

Un altro vizio frequentemente riscontrabile è la respirazione orale, condizione patologica in cui la respirazione avviene tramite la bocca e non, come normalmente dovrebbe accadere, attraverso il naso.

In pazienti con ipertrofia delle adenoidi o con patologie che causano una ostruzione nasale cronica (ostruzione che rende difficoltoso il passaggio dell’aria per via nasale), la respirazione si svolge prevalentemente per via orale; questo modello respiratorio errato, se non corretto tempestivamente (con risoluzione della problematica che ne è alla base), può portare a un’alterazione dello sviluppo delle strutture dento-scheletriche e modificazioni negative della crescita facciale.

In questi pazienti può verificare un aumento della dimensione verticale del viso, dandogli il caratteristico aspetto allungato: la mandibola si posiziona piu? in basso e indietro per permettere il passaggio dell’aria attraverso la bocca, la posizione della lingua si abbassa e questo può causare un difetto di sviluppo trasversale dell’arcata superiore.

Una corretta diagnosi è la premessa indispensabile per una terapia ortodontica efficace. In base alla gravità del problema l’odontoiatra potrà optare per l’espansione palatale rapida ricreando il giusto volume e la giusta forma palatale, permettendo la ripresa della giusta funzione respiratoria.

In conclusione, la chiave del successo nel trattamento delle abitudini viziate risiede nell’intercettazione precoce delle stesse, ma un ruolo determinante e? giocato anche dalla motivazione e collaborazione del giovane paziente, fattore in grado di fornire risultati molto soddisfacenti per l’odontoiatra sia sul piano umano che professionale.

 

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